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Vinicio Guastatori

Vinicio nella sua bottega

Vinicio Guastatori

Vinicio Guastatori

Vinicio Guastatori

La Fontanina (1)

Vinicio Guastatori

La Fontanina (2)

Vinicio Guastatori

La sella del soprallasso (dava

Vinicio Guastatori

La sella del soprallasso (diet

Vinicio Guastatori

Luogo: Via Monna Agnese, Siena

Contrada: Contrada della Selva

Data/periodo: Vinicio Guastatori nasce nel 1934

Descrizione: Classe 1934, Vinicio Guastatori è oggi una sorta di memoria vivente della Contrada della Selva e del suo patrimonio artistico. Iniziata la sua attività di intagliatore ad appena tredici anni, ha avuto poi la fortuna di assistere alle più grandi campagne di restauro della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Siena e, in parallelo, agli inevitabili mutamenti sociali che hanno coinvolto la Selva. Oggi lo vediamo dove è sempre stato, e dove ha sempre lavorato: nella bottega nel cuore della Contrada, in via Monna Agnese, sua dal 1955, quando, giovanissimo, decise di aprire un’attività in proprio. Da allora, dalle sue mani sono passati i maggiori capolavori dell’arte senese, soprattutto da quando, più di cinquant’anni fa, diventò restauratore della Pinacoteca Nazionale di Siena. Tanto per fare un esempio, il suo primo lavoro – all’epoca ancora occasionale, nel 1961 – fu il restauro degli stalli lignei del Duomo, l’ultimo quello delle parti lignee della tavola della Madonna del Voto, nel 1999. Inizialmente quella con la Soprintendenza doveva essere una collaborazione di pochi mesi, un’esperienza che completava il suo principale lavoro di artigiano. Nel 1971 venne scelto per il restauro dell’Oratorio del Cucina nella Casa Santuario di Santa Caterina da Siena: i due mesi diventarono tre anni, e la breve parentesi diventò un vero e proprio impiego per quasi trent’anni. E nel frattempo, una vita vissuta tra via dei Fusari, il Costone e la Selva, di cui fu anche Economo di Contrada e a seguire, vice Presidente di Società, in un momento in cui la Contrada “era ancora una famiglia”. Un’immagine del suo impegno come Economo risale agli anni sessanta: a poche ore dal Palio ci si accorse che la comparsa era incompleta, come a volte succedeva quandola Selva non correva la carriera. Vinicio corse a vestirsi da Duce, e in fretta si aggiunse al gruppo della passeggiata storica. Ma, soprattutto, Vinicio è la sua bottega: sempre aperta ma defilata, sempre disponibile ad accogliere ma con discrezione ed educazione, nel cuore del territorio della Selva ma un po’ in disparte, un luogo pieno di ricordi, disegni, bozzetti, oggetti, pronti a saltare giù dalle pareti per raccontare la loro storia. Vinicio non è solo un artigiano, è la conferma che si può fare tanto per la Contrada senza chiedere niente in cambio: è sua la statua del rinoceronte nella fontanina (1965), come anche le decorazioni lignee e le dorature dell’attuale Carroccio che sfila nella Piazza del Campo il giorno del Palio e in anni più recenti, i pannelli di una porta del Museo, i libri dei verbali delle assemblee e il rinnovo di alcune parti delle monture selvaiole (2000). La sua Siena si è accorta di lui, del suo talento, dell’importanza del suo mestiere che va scomparendo, e nell’agosto 2000 gli è stata conferita la Medaglia di civica riconoscenza, una delle massime onorificenze cittadine. Un mese dopo, la Selva vincerà il Palio straordinario, dopo tredici anni di attesa.

Autore scheda: Contrada della Selva, Gemma Stecchi

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