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Territorio della Tartuca: le origini di Siena

Piazzetta Castelvecchio

Territorio della Tartuca: le origini di Siena

Mura romane

Territorio della Tartuca: le origini di Siena

Castelvecchio

Territorio della Tartuca: le origini di Siena

Sigillo Castello Senio

Territorio della Tartuca: le origini di Siena

Porta all'Arco

Territorio della Tartuca: le origini di Siena

Porta Tufi

Territorio della Tartuca: le origini di Siena

Luogo: Siena

Contrada: Contrada della Tartuca 

Denominazione: Territorio della Tartuca

Data/periodo: VI secolo a. C. – XV secolo d. C.

Descrizione: L’area sommitale del colle di Castelvecchio è abitata ininterrottamente da ormai 2500 anni. I numerosi rinvenimenti archeologici testimoniano la presenza etrusca e di cui l’attuale Piazzetta di Castelvecchio ne costituiva l’oppidum ovvero la pubblica piazza dell’insediamento. La tesi più accreditata sembra ricondurre il nome di Siena proprio ad una famiglia gentilizia etrusca i Seina o Saina.

Divenuta possedimento romano lo status dell’insediamento venne elevato a colonia romana solo con l’Imperatore Augusto, ovvero nella prima metà del I sec., divenendo appunto Saena Julia. Nonostante l’espansione edilizia e demografica l’impianto urbanistico rimase quello etrusco e l’area di Castelvecchio rimase il punto focale del centro abitato, i Romani inoltre consolidarono e potenziarono le fortificazioni etrusche trasformandole nella prima cinta muraria di Siena. Il circuito brandiva il colle di Castelvecchio e (secondo la tradizione) contava tre porte turrite a cui si richiama anche il più antico stemma utilizzato dal Comune di Siena agli inizi del duecento ovvero quel quel Castrum Vetus richiamo diretto alla nobile ed antica tradizione romana della città ancora persistente nell’immaginario collettivo dell’epoca. Questa rappresentazione di Siena “triangolare”, seppur simbolica cela elementi reali, due di queste porte sono probabilmente collocabili nel territorio della nostra contrada, ovvero alle due estremità di via delle Murella: la Porta di Castelvecchio e la Porta al Cassero, da collocarsi approssimativamente alle due estremità di Via delle Murella.

L’epoca comunale e il grande sviluppo della città costrinsero l’autorità a realizzare nei secoli ampliamenti ai circuiti murari, tuttavia nella toponomastica (ad esempio Via delle Murella) e negli edifici permangono tracce delle mura più antiche. L’attuale Porta all’Arco fu una delle porte del circuito murario del 1148, primo e considerevole ampliamento dall’epoca antica. Risalendo via Sant’Agata proseguiva lungo via delle Cerchia (nome non certo casuale!) fino all’Arco di Santa Lucia (denominato Porta Aurea) da qui si connetteva alla porta al Cassero e avanzava verso le Due Porte.

Correva l’anno 1326, Siena come già detto in precedenza era in piena espansione e nuovi sobborghi erano nati a ridosso delle mura, ma questa volta non ci si limitò solamente ad includerli, l’allargamento della cinta doveva essere di grande respiro in previsione di un ulteriore inurbamento. Inoltre, le vaste aree verdi così inglobate nel tessuto urbano potevano risultare utili anche in caso di assedio, il progetto era assolutamente monumentale, in totale l’area circoscritta era di 165 ettari delimitati da 6667 metri di cinta di muraria.

Tuttavia la peste del 1348 stravolse la città rendendo la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi assolutamente inutile. L’innalzamento della nuova cinta muraria proseguì a singhiozzo, con periodi di stagnazione e il lavori interessavano solo una sezione alla volta. L’ultima sezione ad essere terminata fu appunto quella che collegava porta San Marco a Porta Tufi, avviata nel 1416 e terminata con l’inaugurazione di Porta Tufi nel 1425, esattamente un secolo dopo la sua progettazione!

Queste due porte furono realizzate seguendo il medesimo progetto (di Agnolo di Ventura), quindi non devono trarre le differenze stilistiche e architettoniche frutto solo degli interventi del 1925, che aggiunsero oltre ai merli anche il castelletto che sormonta il fornice.  In conclusione, il territorio della contrada della Tartuca è l’unico che conservi tracce tangibili di tutta l’evoluzione storica di Siena, fin dalla sua nascita, tutte le “cicatrici” presenti nei muri ne sono la palese testimonianza.

Bibliografia: 

Balestracci D. e Piccini G., Siena nel Trecento, Firenze, Cooperativa libraria universitaria studi fiorentini, 1977.

Cammarosano P., Siena, Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo, Spoleto, 2009.

Gabbrielli F., Siena medievale:l’architettura civile, Siena, Protagon, 2010.

Pellegrini E., Le fortezze della Repubblica di Siena, Siena, Il Leccio, 1992.

Pellegrini E. (a cura di), Fortificare con arte, Siena, Betti editrice,  2012.

Autore scheda: Contrada della Tartuca, Laerte Mulinacci

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