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Drappellone del Luglio 1919

Palio della Pace

Drappellone del Luglio 1919

Palio della Pace

Drappellone del Luglio 1919

Palio della Pace

Drappellone del Luglio 1919

Luogo: Museo della Contrada del Leocorno

Contrada: Contrada del Leocorno

Denominazione: Drappellone/ Palio

Data/periodo: 1919

Descrizione: Il drappellone vinto dalla Contrada del Leocorno il 2 luglio 1919 viene definito anche Palio della Pace, perché la corsa si svolse nei giorni successivi alla firma del Trattato di Versailles che pose fine alla Grande Guerra.

Fu dipinto in stile Liberty dal pittore senese Aldo Piantini (Siena 1892 – Milano 1961), che nel 1910, da giovane studente all’Accademia delle Belle Arti, partecipò e vinse il concorso per realizzare il “Cencio”, che a luglio di quell’anno andò alla contrada del Valdimontone. Quello vinto dal Leocorno è l’ultimo dei cinque da lui realizzati. Lo stile Liberty era in quel periodo particolarmente in voga, e rappresentava non solo una corrente artistica, ma anche un gusto, un modo di vivere, la ricerca di una nuova maniera estetica. Per celebrare la fine del conflitto così terribilmente cruento, il giovane artista senese rappresentò sulla preziosa seta del drappellone l’immagine della Vittoria con le sembianze di una Nike (dea greca della vittoria ) che abbassa la spada, per significare  la conclusione del conflitto, ed alza allo stesso tempo il ramo di ulivo in segno di ritrovata pace. La Vittoria alata è una figura austera, impenetrabile, ed è rappresentata con i piedi poggiati su una sfera, che da qualcuno è intesa come un simbolo di instabilità, quasi un presagio di ciò che sarebbe accaduto di lì a pochi anni, mentre secondo un’altra interpretazione la sfera sarebbe la rappresentazione  del globo terrestre su cui la pace trionfa; nella mitologia infatti la Nike non porta la vittoria e il trionfo, ma li sancisce ponendo l’alloro sul capo del vincitore. Nella parte alta del drappellone viene rappresentata la Madonna di Provenzano circondata da puttini alati, come richiede l’iconografia classica del Palio di luglio, che è appunto dedicato alla Madonna di Provenzano.

Bibliografia: 

Filiani R., Daccelo!: cronache, personaggi e numeri di un secolo di palio. Siena, 2000.

Lombardi P. T., I Leaiolii. Uomini e Storia di una Contrada attraverso i documenti. Siena, 2012. Vol II.

Luchini L., Palio XX secolo. Una città tra realtà e leggenda. Siena, 1985.

Note: Il palio del luglio 1919 fu vinto dalla Contrada del Leocorno con la cavalla Giacca, vincitrice di altri sei palii fino al Luglio 1929 (chiuse la sua carriera vincendo di nuovo nel Leocorno), e il fantino Cispa, al secolo Luschi Ottorino autore di sei vittorie (di cui tre con lo stesso cavallo, Fanfara).

Capitano del Leocorno era Giovanni Tarquini, priore Virgilio Grassi.

Dopo cinque anni di guerra, in cui il Palio non era stato corso, c’era a Siena un clima di grande attesa. La tratta favorì la Torre con Stellina, la Chiocciola con Scodata e l’Aquila con un veloce baio del cavallaio Cambi ma al termine della carriera tutti i favoriti erano caduti o si erano ostacolati tra di loro tanto che il Cispa e Giacca riuscirono a superare gli avversari soltanto all’inizio del terzo giro e ad acquisire il piccolo vantaggio che portò la Contrada del Leocorno a vincere la carriera.

Al termine del Corteo Storico venne effettuata per la prima volta la sbandierata collettiva, detta “della vittoria”, ancora oggi segna l’ultimo istante di calma (apparente) prima dell’uscita dei cavalli dall’entrone.

Autore scheda: Contrada del Leocorno, Marta Fontani

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