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“Chiesa del Santissimo Nome di Gesù” (Oratorio della Nobil Contrada del Bruco)

Cupola dell’Oratorio

“Chiesa del Santissimo Nome di Gesù” (Oratorio della Nobil Contrada del Bruco)

Esterno della Chiesa

“Chiesa del Santissimo Nome di Gesù” (Oratorio della Nobil Contrada del Bruco)

Nuova vetrata della Chiesa

“Chiesa del Santissimo Nome di Gesù” (Oratorio della Nobil Contrada del Bruco)

Interno della Chiesa

“Chiesa del Santissimo Nome di Gesù” (Oratorio della Nobil Contrada del Bruco)

San Bernardino

“Chiesa del Santissimo Nome di Gesù” (Oratorio della Nobil Contrada del Bruco)

Santa Caterina

“Chiesa del Santissimo Nome di Gesù” (Oratorio della Nobil Contrada del Bruco)

Circoncisione di Gesù

“Chiesa del Santissimo Nome di Gesù” (Oratorio della Nobil Contrada del Bruco)

Adorazione dei Magi

“Chiesa del Santissimo Nome di Gesù” (Oratorio della Nobil Contrada del Bruco)

Luogo: Via del Comune

Contrada: Nobil Contrada del Bruco

Denominazione: Chiesa del Bruco

Data/Periodo: I lavori di costruzione della chiesa iniziarono nel 1666 e terminarono entro il 1670, anno in cui l’oratorio risulta concluso ed aperto al culto. Ai decenni immediatamente successivi risalgono gli arricchimenti artistici della chiesa, che non ebbe sostanziali modifiche fino al 1836, con la costruzione della tribuna dell’orchestra realizzata per deporci l’antico organo acquistato dalla Contrada del Drago. Risale al 1978 la sostituzione della pavimentazione originale a mattonelle in cotto con una nuova dello stesso materiale. Contemporaneamente fu ricavato un volume al di sotto dell’oratorio che trasformò anche la sacrestia e che portò a tamponare la porta a sinistra dell’altare.

Descrizione: Alla fine del XVII secolo la Contrada del Bruco non aveva ancora una propria chiesa e il suo popolo usava radunarsi probabilmente nelle vicine chiese di San Biagio a Ovile e di San Gherardo. È nel 1665 che il popolo del Bruco chiede all’Arcivescovo di Siena di poter edificare il proprio oratorio sotto il nome del Santissimo Nome di Gesù, titolo a cui era già dedicata nel Cinquecento la compagnia laicale della Contrada, e che i Brucaioli cambiarono in seguito all’arrivo della Madonna della Disciplina Maggiore nei primi dell’Ottocento, intitolando l’Oratorio alla Visitazione di Maria Vergine. La Curia concesse l’autorizzazione alla Contrada il 5 aprile del 1666 ed è quindi in questo anno che iniziarono i lavori per la costruzione dell’oratorio, dove probabilmente esisteva una casa privata, poiché come dimensioni e fattezze l’edificio è simile alle abitazioni ad esso adiacenti. Ma l’anno successivo i Brucaioli si trovarono in difficoltà economiche e chiesero aiuto alle Contrade consorelle per ultimare la costruzione. Furono gli Ocaioli a dare un apporto concreto, inviando al Bruco una notevole quantità di materiale edile nel maggio del 1667.

Non sappiamo chi sia l’architetto della chiesa, ma certo è che nell’ottobre del 1670 questa fosse ormai terminata in quanto visitata dal cardinale Piccolomini in visita pastorale.

La chiesa, a pianta rettangolare, presenta una semplice facciata, in cui le lesene laterali in laterizi, insieme alla cornice del portale, creano un contrasto cromatico con la superficie intonacata, e sostengono il timpano aggettante, sormontato nel vertice dal trimonte a fil di ferro innalzante la croce.

L’interno ad unica navata è suddiviso in quattro campate tramite lesene d’ordine dorico, con capitelli uniti lungo le pareti da un’esile cornice, dai quali partono archi a scandire le volte. Coeve alla costruzione sono le grandi cornici in stucco delle pareti laterali impreziosite da due angeli reggi-corona con il monogramma di San Bernardino e l’emblema della Contrada. Le tele in esse inserite raffiguranti la Circoncisione di Gesù e l’Adorazione dei Magi sono del pittore senese Dionisio Montorselli.

Di qualche anno successive a queste, collocabili cronologicamente verso i primi anni del XVIII secolo, sono le tele della zona presbiteriale attribuite a Giuseppe Nicola Nasini, raffiguranti Santa Caterina da Siena e San Bernardino.

L’altare barocco ospita la bella Madonna col bambino detta della Disciplina Maggiore di Luca di Tommè, databile verso gli anni Ottanta del Trecento, racchiusa da una cornice a forma di edicola lignea a intaglio dorato. Ai lati dell’altare sono collocate due cornici a stucco, in cui sono inseriti sulla destra, sopra la porta della sacrestia, un Angelo Annunciante e sulla sinistra una Madonna annunciata.

Nella volta della cupoletta, attribuita a Giuseppe Nicola Nasini, ma per la quale le guide settecentesche del Pecci e del Faluschi fanno il nome del Goretti, sono affrescate la Gloria dello Spirito Santo con Angeli musicanti e le Quattro Virtù Cardinali nei pennacchi, di cui una, la Temperanza, è andata perduta. I recenti restauri hanno portato alla luce la presenza di più passaggi stratigrafici nella pittura e così si è deciso di lasciare visibili piccole porzioni di queste stesure più antiche.

L’unica fonte di luce dall’esterno è quella che proviene dalla finestra della facciata, soltanto nel 2010 sostituita dalla bella vetrata dell’artista senese Marcello Aitiani, ispirata al Santissimo Nome di Gesù e ai colori della Contrada.

Bibliografia:

Ceccherini D., Gli oratori delle Contrade di Siena, Siena, Betti Editrice, 1995, pp. 34-41.

Faluschi G., Breve relazione delle cose notabili della città di Siena ampliata e corretta dal sacerdote Giovacchino Faluschi senese, al nobil signore Guido Savini provveditore dell’Università e rettore della Pia casa di Sapienza, Siena, Francesco Rossi, 1784, p.168.

Galli L., Le suppellettili dei “devoti abitatori”. L’Oratorio e gli arredi sacri, in Galli L. (a cura di), Nobile Contrada del Bruco: il Museo e la Sede Storica, con la collaborazione di Andreini L. e Tiravelli F., Siena, dalle stanze della Contrada, 2007, pp. 63-77.

Galli L., La Processione della Domenica In Albis. Breve storia di un rito di popolo in occasione dell’uscita della Madonna della Disciplina Maggiore di Luca di Tommè dall’Oratorio della Nobil Contrada del Bruco, Siena, dalle stanze della Contrada, 2013, pp. 9-10, p. 15.

Pecci G. A., Ristretto delle cose più notabili della città di Siena a uso de’ forestieri ricorretto e accresciuto, dedicato dal cavaliere Giovanni Antonio Pecci all’illustrissimo Collegio di Balia, Siena, Francesco Rossi, 1761, p. 137.

Altre fonti: Archivio Storico della Nobil Contrada del Bruco, fascicoli relativi al restauro dell’organo, alla nuova vetrata della chiesa e al restauro delle opere pittoriche tratti dal faldone X.B Economato Patrimonio artistico.

Note: Nel 1983 è stato restaurato l’antico organo, e alla metà del decennio successivo la Contrada ha provveduto a far restaurare le quattro tele della chiesa. Gli ultimi interventi di notevole rilevanza sono i restauri della volta della chiesa effettuati nel 2009 che hanno riportato il tessuto pittorico degli affreschi all’antico splendore.

Autore scheda: Nobil Contrada del Bruco, Benedetta Drimaco e Bianca Massoni

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