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Provenzano Salvani | Ecomuseo Siena
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Provenzano Salvani

Chiesa di Provenzano

Provenzano Salvani

Provenzano Salvani mendico

Provenzano Salvani

Luogo: Palazzi tra Via del Moro e Via del Giglio

Contrada: Imperiale Contrada della Giraffa

Denominazione: Provenzan Salvani

Data/periodo: Provenzano Salvani nasce nel 1220 circa e muore l’8 giugno 1269.

Descrizione: Personaggio di assoluta rilevanza nella mitologia dei senesi è Provenzan Salvani, l’eroe della battaglia di Montaperti, militare, uomo politico, uomo dotto nelle leggi, reso immortale dal suo valore diplomatico e bellico prima, e dalla citazione nella Divina Commedia poi.

Nato a Siena nel 1220 circa, nipote di Sapìa, sbaragliò le truppe fiorentine e successivamente, al convegno di Empoli, fu tra coloro che propugnarono la distruzione di Firenze, cui solo Farinata degli Uberti osò opporsi con forza. Nel 1262 Provenzano divenne Podestà di Montepulciano ed in seguito assunse – sembra a furor di popolo – il titolo di Dominus di Siena, acquistando una fama ed un prestigio grandissimi. Provenzano incontrò la morte l’8 giugno 1269 combattendo strenuamente contro i Fiorentini nella battaglia di Colle Val d’Elsa, in cui i ghibellini senesi vennero sconfitti dai guelfi fiorentini di Carlo d’Angiò. Pare che il nostro eroe non fu ucciso da un Fiorentino, ma da un fuoriuscito senese, quel Cavolino o Regolino appartenente alla casata dei Tolomei e fedele al partito guelfo che, mozzata la testa dell’avversario, la mostrò ai Senesi infilzata su una picca.

In Via del Moro (nella parte di territorio civettino) una lapide ricorda un passo della Divina Commedia: “Quelli è, rispose, Provenzan Salvani; ed è qui perché fu presuntuoso a recar Siena tutta alle sue mani”. Ma Dante Alighieri, che colloca Provenzano nel Purgatorio e ne fa parlare dal minatore Oderisi da Gubbio, ricorda come il condottiero non esitò ad umiliarsi pubblicamente chiedendo l’elemosina in Piazza del Campo per trovare i diecimila fiorini d’oro necessari a riscattare la vita dell’amico. Questi, identificabile tra Bartolomeo Saracini, Mino Pagliaresi o Regolino dei Tolomei, era caduto prigioniero durante la sfortunata battaglia di Tagliacozzo contro i fiorentini, evento che segnò anche la fine delle speranze del partito ghibellino con la morte di Corradino di Svevia. “Quando vivea più glorioso […] liberamente nel Campo di Siena, ogni vergogna deposta, s’affisse; e lì, per trar l’amico suo di pena, ch’e’ sostenea ne la prigion di Carlo, si condusse a tremar per ogne vena”.

Dopo la morte di Provenzano Salvani i vincitori guelfi, con a capo i Tolomei, distrussero il palazzo Salvani (che si estendeva per gran parte del territorio attuale della Contrada della Giraffa), e fecero di tutto perché la memoria dello stesso fosse cancellata. Sebbene nella letteratura successiva si siano susseguite svariate tesi e opinioni, rimase personaggio dalla figura mitica, e infine celebrato dalle pitture del Purismo ottocentesco.

Personalità complessa, ghibellino, antipapale, eretico ma credente, tanto che cercò di estendere la sua opera diplomatica verso il trono pontificio; fedele al partito che vedeva la nostra città alleata e non suddita all’Imperatore, non volle o non riuscì ad infliggere il colpo finale al cuore della nemica città guelfa. La sua vita e la sua morte lo resero figura destinata a rimanere impressa nella coscienza e nella fantasia di quella gente che, fieramente, aveva capitanato e che ne conserva il ricordo attraverso i secoli sino a noi, a testimonianza degli eventi di un periodo, tra i più intensi della nostra storia.

 Bibliografia:

Appiani M. et alii (a cura di), Provenzan Salvani (il Ghibellino della Giraffa), Tesori e Memorie di Contrada, Imperiale Contrada della Giraffa, Consorzio perla Tutela del Palio, 2007, pp. 28-29.

Bellavista M., Provenzano Salvani dalla storia alla storiografia, in Tre per Tre, Numero Unico edito dalla Imperiale Contrada della Giraffa in occasione dei festeggiamenti per la vittoria riportata sul Campo il 2 Luglio 1990, Siena, 1990.

Note: Il Museo Civivo nel Palazzo Pubblico di Siena conserva una bella e suggestiva tela di Amos Cassioli (1832-1891) raffigurante Provenzano Salvani chiede l’elemosina in Piazza del Campo.

Autore scheda: Imperiale Contrada della Giraffa, Angela Vanni

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