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Oratorio di Sant’Antonio di Padova alle Murella

Interno del Museo

Oratorio di Sant’Antonio di Padova alle Murella

Facciata dell'oratorio

Oratorio di Sant’Antonio di Padova alle Murella

Altare Maggiore

Oratorio di Sant’Antonio di Padova alle Murella

Arredi Sacri

Oratorio di Sant’Antonio di Padova alle Murella

Oratorio Viligiardi

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Tommaso Pendola

Oratorio di Sant’Antonio di Padova alle Murella

enter Contrada: Contrada della Tartuca

instant online payday loan lenders Denominazione: Oratorio della Contrada della Tartuca http://spaeltaschraenzer.at/?m=high-debt-to-income-ratio-auto-loan

http://hebervega.com/?m=texas-car-title-and-payday-loan-services-inc-arlington-tx Data/periodo: costruito alla fine del XVII secolo; implementazione degli arredi interni nella prima metà dell’Ottocento.

http://electrodomesticosam.com/?q=100-pound-same-day-loans Descrizione: In origine gli uomini della Contrada della Tartuca si adunavano nella Chiesa di S. Ansano, appartenente all’Opera della Metropolitana, per eleggere il Priore e il Consiglio e per nominare il Capitano e l’Alfiere che guidavano la Contrada nelle manifestazioni ludiche, sotto l’emblema di una tartaruga ed i colori giallo e nero. In lite con il Rettore dell’Opera, nella seconda metà del Seicento i Tartuchini comprarono “una casa guasta e rovinata” situata a metà di Via delle Murella (oggi Via Tommaso Pendola), dove aveva abitato la mistica senese Caterina Vannini, e vi costruirono il loro Oratorio dedicandolo alla Visitazione di Maria e a Sant’Antonio di Padova.

Il progetto fu eseguito gratuitamente dall’architetto Niccolò Franchini e dal figlio Jacomo, ambedue tartuchini; anche la costruzione e tutte le spese necessarie furono a carico dei contradaioli che fecero donazioni e lasciti. Lo scultore Giovanni Antonio Mazzuoli realizzò il bell’altare maggiore in rilievo a stucco, Annibale Mazzuoli, e Giuseppe Nicola Nasini affrescarono la volta e dipinsero le tele delle pareti e degli altari laterali. Nella prima metà dell’Ottocento, grazie alle cure del Priore Antonio Francesco Bandini, l’Oratorio già intitolato a Sant’Antonio, eletto Protettore della Contrada e celebrato annualmente la domenica infraottava del 13 giugno, Festa Titolare, si arricchì di altre pregevoli opere.

Nel 1818 venne costruito il coro per l’organo settecentesco donato dalle Monache di Castelvecchio e Vincenzo Dei ridipinse la cupola restaurata. Dopo la Consacrazione (avvenuta assai tardi, il 20 settembre 1818) Antonio Manetti e Angelo Barbetti realizzarono l’intaglio ligneo dorato del paliotto dell’altare maggiore che narra la vita del Santo e lo stesso Barbetti scolpì la preziosa edicola che ospita la Maria Mater Gratiae con bambino (1835).

Tra il 1819 e il 1831 il Bandini fece costruire l’arredo ligneo di corredo all’altare maggiore, denominato “Ammaio delle Quarant’ore”, con lo scopo di arricchire la scenografia dell’Oratorio in occasione della funzione religiosa. L’imponente manufatto, raro e integro, di angeli dorati e nuvole argentate, contorno alla maestosa e raggiata Residenza del Santissimo Sacramento, è oggi conservato, per il suo sviluppo verticale, in uno spazio apposito nell’ampio nuovo Museo (2013). Alla fine del secolo XIX Leopoldo Maccari istoriò il graffito in marmo del pavimento che raffigura un miracolo di Sant’Antonio su disegno del tartuchino Arturo Viligiardi. Il Viligiardi recuperò gli stucchi policromi delle pareti e delle colonne, prima coperti da intonaco bianco. All’Oratorio, fulgido esempio di “barocco senese” per le sue dorature e i suoi intagli lignei, è annessa la sezione “arredi sacri”, realizzata nella sua antica Sacrestia e in altri locali annessi, che è la prima delle tre parti del Complesso Museale della Contrada.

L’originaria Sacrestia ospitò, intorno al 1825, Padre Tommaso Pendola nelle sue lezioni ai piccoli sordo-muti, prima della fondazione del suo omonimo Istituto. L’Oratorio è stato luogo delle adunanze dei tartuchini fino a quando dalla sua cripta venne ricavata la “Sale delle Assemblee” (1961).

http://spaeltaschraenzer.at/?m=philadelphia-payday-loans-cash-advance-philadelphia-pa Bibliografia:  

AA. VV., Die Kirchen von Siena, Münken, 1986.

Bandini A. F., ms, BCS, Diario Sanese, D.II.10 – 18, D.I.1 – 6.

Badiani F., Le Contrade di Siena come persone di diritto canonico, Siena, 1972.

Ceccherini D., Gli Oratori delle Contrade di Siena, Siena, 1995.

Contrada della Tartuca, Memoria istorico-cronologica della Contrada della Tartuca pubblicata in occasione della solenne consacrazione della Chiesa di detta Contrada, Siena, 1818.

Contrada della Tartuca, L’Oratorio di Sant’Antonio da Padova alle Murella (1682-1982). Celebrazione del Terzo Centenario della Fondazione, Siena, 1982.

Contrada della Tartuca, Un patrimonio artistico recuperato, Tra Storia e memoria/3, Siena 2003.

Romagnoli E., Bellartisti.

instant approval personal loans for bad credit Altre fonti: Ricci F. M., Le guide al Gran Tour, La Contrada della Tartuca, Milano 1991. get link

payday loans online 0 Note: Per una bibliografia puntuale e completa sulla costruzione dell’Oratorio e sulle opere si rimanda al già citato: Contrada della Tartuca, L’Oratorio di Sant’Antonio da Padova alle Murella (1682-1982). Celebrazione del Terzo Centenario della Fondazione, Siena 1982. La Madonna MariaMater Gratiae è stata scelta come simulacro nella Domenica in Albis del 1855 e del 1988.

Autore scheda: Contrada della Tartuca, Giordano Bruno Barbarulli

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