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La Madonna Mater Misericordiae

Madonna della Selva

La Madonna Mater Misericordiae

Madonna color cioccolato

La Madonna Mater Misericordiae

Stendardo

La Madonna Mater Misericordiae

Altare maggiore

La Madonna Mater Misericordiae

Luogo: Piazzetta della Selva, Siena

Contrada: Contrada della Selva

Denominazione: La Madonna della Selva

Data/periodo: L’altorilievo fu eseguito da Francesco di Giorgio Martini nel 1474 circa

Descrizione: Una trama intessuta di arte, storia e religione caratterizza questo bellissimo altorilievo che orna l’altare maggiore della chiesa di San Sebastiano in Vallepiatta. L’opera rappresenta la Madonna con il Bambino in grembo, realizzati in terracotta, circondata da angeli modellati in stucco direttamente sul supporto ligneo. La molteplicità di materiali e di tecniche utilizzate in quest’opera ci fanno capire la bravura e la capacità dell’artista. L’altorilievo fu eseguito da Francesco di Giorgio Martini nel 1474 circa, poliedrico artista senese che lascerà un segno nell’arte del XV secolo. L’opera, rappresenta la Madonna seduta con il Bambino sulle ginocchia, quasi nell’atteggiamento di presentare la sua creatura a chi la osserva. Un velo bianco le cinge la testa, dal quale emergono i suoi capelli biondi, e un ampio manto blu le fascia le gambe, coprendo il vestito rosso dagli eleganti bordi d’oro. Stupendo è il volto della Vergine, caratterizzato da quella bellezza che corrisponde perfettamente al prototipo dei canoni femminili fiorentini del XV secolo quando la dolcezza dei volti, caratterizzati da fini sopracciglia, dagli occhi dal taglio sinuoso, da un naso sottile e da un mento appuntito, riporta alle altere fanciulle e alle sofisticate Madonne raffigurate da Antonio da Pollaiolo, da Desiderio da Settignano e dal Verrocchio. Le influenze della pittura fiorentina sono evidenti. La madre di Dio, protagonista indiscussa di questo altorilievo, volge lo sguardo mesto e dolce verso il figlio e alza la mano destra, come ad indicare qualcosa o in segno di benedizione e con la mano sinistra sorregge delicatamente il Bambino a cui sembra sorridere il quale, a sua volta, ricambia il sorriso. Emergono dallo sfondo dorato otto angioletti dalle ali alternate rosse e blu con riflessi dorati che, partecipando al momento affettivo tra la Madonna e suo figlio, rendono armonica la composizione e riempiono l’insieme. L’intesa esistente tra i vari protagonisti raffigurati in quest’opera è ben rappresentata dai loro sguardi, l’espressione dei volti emana dinamismo che sembra anche derivare dalle linee che emergono dalle ali degli angioletti e dalle pieghe dell’abito della Vergine, il cui punto di incontro è il centro dove sono raffigurati i due protagonisti di questa immagine sacra. Nell’occasione dell’esposizione di quest’opera alla Mostra “Francesco di Giorgio e il Rinascimento a Siena, 1450-1500”, realizzata a Siena nel 1993, l’altorilievo ha subito un importante restauro che ha eliminato molte ridipinture. Tutte le parti figurate erano completamente dipinte di un marrone scuro che alterava l’insieme decorativo. Il restauro ha permesso che l’originale colore degli incarnati dei vari personaggi tornasse alla luce, dando all’insieme un’armonia di colori e atteggiamenti, ma soprattutto ha fatto sì che la splendida immagine venisse definitivamente attribuita a Francesco di Giorgio Martini. Quest’opera è ricordata anche nelle antiche fonti, dalle quali è possibile ricavare interessanti notizie storiche a suo riguardo. Nel 1475 Bartolomeo di Tommaso Pecci, mentre si avviava a prendere posto nell’esercito senese che combatteva contro Firenze, affidò questa Madonna a Monna Bona, sua comare e monaca terziaria francescana del convento di Santa Margherita in Castevecchio, con l’accordo di farsela restituire al suo ritorno, dove però rimase. Si dovette aspettare il 1810 per avere nuove notizie della Madonna con il suo trasferimento nel Conservatorio di San Girolamo, a seguito della soppressione napoleonica degli ordini religiosi, e poi il 1818 quando l’Arcivescovo di Siena, cardinale Anton Felice Zondadari la donò alla Contrada della Selva che la collocò sull’altare maggiore della chiesa di San Sebastiano in Vallepiatta. Questa immagine sacra è stata venerata per molti secoli per le sue presunte virtù taumaturgiche ed anche per le numerose uscite processionali per la Domenica in Albis (1653, 1717, 1776, 1840, 1861, 1938, 1998).

Bibliografia:

Bellosi L. (a cura di), Francesco di Giorgio e il Rinascimento a Siena 1450-1500, pp. 222-225, Milano 1930.

Contrada della Selva, Breve relazione del Sacro Simulacro della B.V. Maria sotto il titolo di Mater Misericordiae che si venera nella Chiesa di San Sebastiano M. della Contrada della Selva, Siena, 1840.

Lusini V., La Madonna Mater Misericordiae della Contrada della Selva. Nota storico-artistica, Siena, 1930.

Nardi P., La Madonna della Selva e la festa della Domenica in Albis, in Il Vallepiatta, periodicoo della Contrada della Selva, Edizione Straordinaria edita in occasione delle celebrazioni della Domenica in Albis, a cura di G. Bartali, Mons. V. Bonci, A. Ferrini, P. Nardi, Siena, 1998.

Autore scheda: Contrada della Selva; Margherita Anselmi Zondadari

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