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La Festa Titolare in onore di Sant’Antonio da Padova

Cena agli Orti

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Festa Titolare

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Sant'Antonio

La Festa Titolare in onore di Sant’Antonio da Padova

source url Contrada: Contrada della Tartuca

http://nescpa.org/?m=payday-loans-who-do-not-use-teletrack Denominazione: Festa Titolare http://www.home-fire.nl/?q=the-payday-loan-store-of-illinois-inc

source link Data/periodo: La tradizione di celebrare una festa in onore del Santo Protettore della Contrada nella domenica infraottava della sua ricorrenza è iniziata nel XVII secolo e prosegue anche adesso payday loans uk same day no broker

watch Descrizione: La FestaTitolare è una tradizione che affonda le sue radici nel XVII secolo, ovvero da quando la maggior parte delle contrade ebbe un proprio Oratorio. Generalmente ha luogo la domenica successiva al giorno dedicato al Santo Patrono. La prima festa titolare della contrada della Tartuca risale al 15 giugno 1686, quando questa ottenne l’autorizzazione da parte dell’Arcivescovo di Siena di solennizzare la festa del Santo Patrono nella domenica più vicina al 13 di giugno, celebrazione di Sant’Antonio da Padova a cui era stato dedicato il nuovo Oratorio.

Sant’Antonio da Padova nacque a Lisbona intorno al 1195, con il nome di Fernando. In Italia divenne frate francescano assumendo il nome di Antonio. Fu missionario in Marocco e al suo ritorno predicò  nell’Italia settentrionale e nella Francia meridionale, per poi morire, giovane, a Padova nel 1231, dove sorgela Basilica a lui dedicata. Il Santo è venerato come taumaturgo nel mondo intero, è ritenuto protettore della salute dei bambini e viene inoltre invocato per il ritrovamento degli oggetti smarriti.

La forma della festa non ha subito grandi modifiche nel corso dei secoli. In passato le celebrazioni iniziavano il sabato sera con il rito religioso, detto Mattutino, officiato nell’Oratorio, alla presenza delle rappresentanze delle Contrade “aggregate”, diverse dalle attuali alleate. Per quanto riguarda la Tartuca, questa era aggregata con Torre e Chiocciola, e già dalla fine del Seicento avveniva lo scambio di omaggi per le rispettive Feste Titolari. Dopo la funzione religiosa, i contradaioli si spostavano a festeggiare nella strade del rione illuminate a festa con torce e rallegrate dalla musica, e venivano distribuiti mazzi di fiori e sonetti celebrativi.

La Contrada in festa era solita organizzare anche un palio “alla lunga” per le strade del rione, con cavalli scossi oppure montati da privati, al quale potevano partecipare anche altre Contrade. Le corse organizzate dalla Tartuca partivano dalla bocca del Casato e l’arrivo era davanti all’Oratorio di Sant’Antonio da Padova.

Attualmente  non è molto diverso: la giornata del sabato  inizia con l’omaggio mattutino ai contradaioli defunti nei due cimiteri della città e prosegue il pomeriggio con il Battesimo Contradaiolo. In quest’occasione i nuovi nati vengono battezzati dal Priore, con l’acqua della fontanina della Contrada, come segno di appartenenza, rituale nato nel secondo dopoguerra.  Dopo viene celebrata la funzione religiosa, ovvero il Mattutino, di fronte ai dirigenti della Tartuca e ai  Priori delle Contrade alleate, ai quali viene offerto un mazzo di fiori e una cena, che oggi sono Onda, Nicchio, Selva e Leocorno. La serata continua con cena nella strada, illuminata da braccialetti e adornata da bandiere e arazzi alle finestre, cori e libagioni alla quale partecipano tutti i contradaioli.

In passato la domenica veniva fatto un giro per la città, dove i contradaioli, con corni, trombe, tamburi e bandiere rendevano omaggio ai Nobili Protettori. Questo aspetto è quello che si è maggiormente modificato a partire dal Novecento, quando Protettori non erano più soltanto eminenti personalità della città ma lo sono diventati tutti i contradaioli. Da questa fase di omaggio agli Appartenenti Protettori che abitavano in città ci si è evoluti verso la forma attuale di omaggio solo all’Oratorio delle Contrade consorelle. Tradizionalmente la Tartuca effettua, nella domenica dopo la Festa Titolare, il giro ai Tufi, proseguimento del  rione storico fuori dalle mura. Giovani monturati con tamburi e bandiere rendono omaggio alle famiglie abitanti della zona che offrono un rinfresco come ringraziamento. Da quasi mezzo secolo, nella settimana fra le due domeniche vengono organizzate serate gastronomiche e musicali nel territorio della Contrada.

http://nescpa.org/?m=online-payday-loans-of-1000 Bibliografia:

Barbarulli G. B., La Festa del Santo Patrono, Murella Cronache, anno XXIII, n. 2, Siena 1999.

Barbarulli G. B., Notizie storiche go to site sulla Contrada della Tartuca. Dalle origini al XXI secolo, Contrada della Tartuca, “Tra Storia e Memoria/5”, Edizioni il Leccio, Siena, 2005.

Contrada della Tartuca, L’Oratorio di Sant’Antonio da Padova alle Murella (1682-1982). Celebrazione del Terzo Centenario della Fondazione, Siena, 1982.

http://ahra-architecture.org/?m=bad-credit-loans-uk-lenders Note: Sant’Antonio da Padova è il patrono anche della Contrada Priora della Civetta.

http://electrodomesticosam.com/?q=quick-cash-advance-loan Autore scheda:  Contrada della Tartuca, Azzurra Bruni

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