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I nodi e le margherite dei Savoia nello stemma della Tartuca

Visita della Regina

I nodi e le margherite dei Savoia nello stemma della Tartuca

I Reali di Savoia

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Stemma della Contrada

I nodi e le margherite dei Savoia nello stemma della Tartuca

La Regina Margherita

I nodi e le margherite dei Savoia nello stemma della Tartuca

Contrada: Contrada della Tartuca

Denominazione: Stemma della Contrada della Tartuca

Data/periodo: Nel 1887 i Reali di Savoia, Umberto e Margherita, furono in visita a Siena e nella Contrada della Tartuca.

Descrizione: Il nome della Contrada detta Tartuca, risalente alla prima metà del XVI secolo, deriva da un carro a forma di tartaruga con il quale gli uomini di Castelvecchio partecipavano alle cacce ai tori. Del carapace giallo e nero assunsero i  colori delle bandiere e dall’animale trassero l’emblema: lo stemma a mandorla contenente una tartaruga al naturale, arricchita da una corona sulla testa. Mentre i colori furono mutati in giallo e turchino nel 1859, a causa del clima antiasburgico imperante a Siena nel periodo risorgimentale, lo stemma venne cambiato nel 1887, così come quello di tutte le altre Contrade, a seguito della visita a Siena dei Reali di Savoia.

Umberto e Margherita di Savoia  nel luglio di quell’anno furono in visita a Siena e alle Contrade. Oltre all’Oratorio di Santa Caterina nell’Oca, visitarono anche l’Istituto dei Sordomuti e l’Oratorio di Sant’Antonio da Padova. I Tartuchini, per accogliere degnamente i Sovrani, decisero l’addobbo e l’illuminazione di Via Tommaso Pendola, la presenza della comparsa e della banda musicale, un mazzo di fiori in dono alla Regina e la presentazione di una istanza per chiedere il Sovrano Protettorato dei Reali, con la Concessione di “…poter inalberare il Loro stemma sulle nostre bandiere”.

I Reali visitarono l’Oratorio della Tartuca il giorno 18 luglio 1887, la festa fu grande e le cerimonie costarono alla Contrada 121 lire. L’iniziativa di richiedere ai Savoia di poter apporre i loro simboli sulla bandiera fu comunque anche di altre Contrade e la Concessione Sovrana, che di lì a breve fu emanata, interessò così tutte le 17 consorelle. Nella primavera del 1888 pervenne quindi alla Contrada una Memoria dei Reali di Savoia a ricordo della loro visita del 18 luglio, mentre la Concessione Sovrana (n. 3807 del 24 aprile 1888, con allegato il disegno del nuovo stemma e la relativa iscrizione) giunse invece alla Tartuca e alle altre Contrade tramitela Prefettura di Siena.

Nella successiva adunanza furono subito approvati la spesa per una iscrizione marmorea da porsi a ricordo sulla facciata dei locali della Contrada e la realizzazione del nuovo emblema. Nella prima, eseguita dal marmista Giuseppe Neri, fu trascritta la Memoria della visita dei Sovrani, mentre per il secondo fu commissionata a Carlo Merlini la pittura dei nuovi stemmi da applicare alle bandiere. La tartaruga perse così la corona, ma sul campo d’oro della mandorla furono aggiunte dieci margherite e undici nodi sabaudi, come consentiva la Concessione Sovrana.

Ai Savoia venne inviata una lettera di ringraziamento contenente la nomina di Protettori Onorari e il 17 giugno 1888 la Tartuca celebrò una grandiosa Festa Titolare nella quale, alla presenza delle autorità e conla Banda cittadina, fu scoperta la lapide che ancora oggi è visibile sulla porta accanto all’Oratorio.

Nel 1904 venne effettuata nel Palazzo Pubblico la famosa Mostra dell’Antica Arte Senese. Nella sezione “Stoffe, trine e ricami” della mostra, la nostra Contrada espose una parte del suo patrimonio di tessuti lavorati risalente al Seicento: una cotta, alcune pianete e camicie sacerdotali dell’Oratorio, una portiera ed un paliotto bianco. Nell’occasione della mostra erano in visita a Siena Sua Maestà la Regina Madre Margherita ed il fratello Tommaso Duca di Genova, i quali dopo un rito religioso nell’Oratorio di Sant’Antonio da Padova vollero anche visitare i locali della Tartuca, come già aveva fatto Margherita nel 1887. Una lapide che fu posta dalla Contrada sulla facciata del fabbricato adiacente alla chiesa ricorda oggi anche questa seconda storica visita della Casa Reale, che ebbe luogo nel giorno della Domenica in Albis del 1904.

Bibliografia:  

Barbarulli G. B., Notizie storiche sulla Contrada della Tartuca. Dalle origini al XXI secolo, Contrada della Tartuca, Tra Storia e Memoria/5, Siena 2005.

Cecchini G., Il Palio di Siena, Siena, 1958.

Contrada della Tartuca, Parole dette dal M.o Ciro Baldacci alla presenza delle Autorità Politiche, Civili e Mlitari la mattina del 17 giugno 1888 nell’inaugurazione della lapide che ricorda la visita de’ Reali d’Italia nel 18 luglio 1887, Tip. e Lit. Sordomuti di L. Lazzeri, Siena, 1888.

Contrada della Tartuca, Il costume di un popolo, Tra Storia e Memoria/2, Siena 2002.

Grassi V., Le Contrade di Siena e le loro feste. Il Palio attuale, Siena 1937, Quinta ristampa 1987.

Zazzeroni A., L’araldica delle Contrade di Siena, Siena, 1980.

Note: Consulta Araldica del Regno, Sovrana Concessione n. 3807 del 24 aprile 1887: la Contrada della Tartuca, che ha la sua impresa consistente in una tartaruga sopra un terreno al naturale, avrà pertanto facoltà di dipingere questa sua impresa in campo d’oro sparso di nodi di Savoia d’azzurro alternati con fiori di margherita al naturale. Stemma della Contrada della Tartuca: d’oro, alla tartaruga al naturale passante su una zolla di verde, accompagnata da dieci margherite d’argento, bottonate d’oro e fogliate di verde, poste 3, 2, 2 e 3 su quattro file in fascia, alternate da dieci nodi di Savoia d’azzurro, con un altro simile in punta.

Autore scheda: Contrada della Tartufa, Giordano Bruno Barbarulli

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