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Complesso museale della Contrada della Tartuca

Museo del Palio

Complesso museale della Contrada della Tartuca

Museo del Palio

Complesso museale della Contrada della Tartuca

Drappelloni

Complesso museale della Contrada della Tartuca

Museo della Contrada

Complesso museale della Contrada della Tartuca

Museo del Costume

Complesso museale della Contrada della Tartuca

Sala dei costumi

Complesso museale della Contrada della Tartuca

Ammaio Quarantore

Complesso museale della Contrada della Tartuca

Contrada: Contrada della Tartuca

Denominazione: Complesso museale della Contrada della Tartuca

Data/periodo: Realizzato nel 2008 (sezione arredi sacri) e nel 2013 (sezione del costume e del Palio)

Descrizione: Il complesso museale della Contrada della Tartuca, articolato in tre sezioni, è stato concepito per narrare, attraverso gli oggetti conservati, la storia della Contrada.

La prima sezione (arredi sacri) è collocata alla destra dell’Oratorio di S. Antonio da Padova e occupa la vecchia Sacrestia. In questa sezione, inaugurata nel 2008, sono conservati oggetti dei secoli XVII, XVIII e XIX come paramenti, paliotti, paci, calici, reliquiari e altri oggetti per gli uffici religiosi, insieme ad alcuni sonetti, dedicati al santo, stampati in occasione delle Feste Titolari. Di particolare importanza alcune pianete finemente ricamate, una Croce reliquiario del 1624, un Ostensorio del 1747 e l’Urna di S. Concordia realizzata da Agostino Fondi nel 1711.

Allo stesso piano si trova il grande cartone disegnato da Arturo Viligiardi per il graffito del pavimento dell’Oratorio. Al piano inferiore si possono ammirare importanti manufatti di scuola senese:  alcune antiche mute d’altare, due angeli in legno dorato e dipinto, già dono dei tartuchini alla chiesa di S. Ansano (1620) e i festoni lignei opera di Antonio Vignali (1699) per la porta dell’ Oratorio.

In un apposito spazio sono conservati gli oggetti appartenuti a Caterina Vannini. Il nuovo Museo, inaugurato nel 2013, si sviluppa nei locali che dal 1925 al 2000 hanno ospitato la Società M. S. Castelsenio. Alla Sezione del costume si accede tramite una scala che in antico era un vicolo di collegamento fra Via T. Pendola e il Vicolo della Tartuca. Qui è collocato l’Ammaio delle Quarantore che era di corredo all’altare dell’Oratorio. In apposite teche sono in mostra una bandiera di rappresentanza e un costume del Paggio portabandiera, i più antichi che la Contrada conserva (1865), con il prezioso quadro di Luigi Mussini che li raffigura (1877).

Dei bozzetti di bandiere e una montura militare, fedelmente riprodotti, ricostruiscono  la storia dell’araldica e dei colori della Contrada: giallo e nero fino al 1859, mutati in giallo e turchino per l’insofferenza cittadina ai colori asburgici nel periodo risorgimentale. Lo stemma, una tartaruga coronata, fu invece arricchito dei nodi sabaudi e delle margherite con la concessione sovrana dei Savoia del 1887.

Nel grande salone attiguo sono esposti i costumi utilizzati per il corteo storico, periodicamente rinnovati a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino a quelli attuali. Alcuni preziosi bozzetti e rare fotografie illustrano la loro evoluzione nel tempo. In questa sala sono conservati anche i Masgalani vinti dalla Contrada e in adiacenza si trovano i locali per la manutenzione di costumi, tamburi e bandiere.

Nella sezione del museo dedicata al Palio, al piano superiore, sono conservati i drappelloni vinti dalla Contrada. Fino a quasi tutto il XIX secolo la pittura del palio fu molto elementare ed ebbe poche variazioni (immagine della Madonna e stemmi nobiliari). Solo più tardi figure e scene allegoriche fecero la loro apparizione, per opera di artisti locali, secondo lo stile del momento. La decisione del 1970 di assegnare la pittura anche ad artisti internazionali ha consentito alle Contrade di arricchirsi di opere di valore assoluto come quelle di Carlo Pizzichini, Sandro Chia, Fernando Botero, Igor Mitoray e Franco Fortunato che si trovano in questo museo.

Alle pareti, parte delle quali è stata recuperata come testimonianza della vecchia Società, e nelle teche si possono ammirare zucchini, giubbetti e nerbi del fantino con i finimenti per il cavallo, nonché i ricordi di un particolare periodo storico durante il quale la Tartuca fece anche un “cappotto” (1933). Quadri donati da artisti e un intarsio di “cavallini” in legno ricordano alcune vittorie della Contrada.

Bibliografia: 

AA. VV., Die Kirchen von Siena, Münken, 1986.

Barbarulli G. B., Notizie storiche sulla Contrada della Tartuca. Dalle origini al XXI secolo, Contrada della Tartuca, Tra Storia e Memoria/5, Siena 2005.

Contrada della Tartuca, Memoria istorico-cronologica della Contrada della Tartuca pubblicata in occasione della solenne consacrazione della Chiesa di detta Contrada, Siena, 1818.

Contrada della Tartuca, Festoni lignei Oratorio Sant’Antonio da Padova, Omaggio ai Protetori, Siena 1993.

Contrada della Tartuca, Il costume di un popolo, Tra Storia e Memoria/2, Siena, 2002.

Contrada della Tartuca, L’Oratorio di Sant’Antonio da Padova alle Murella (1682-1982). Celebrazione del Terzo Centenario della Fondazione, Siena, 1982.

Altre fonti:

Ricci F. M., Le guide al Gran Tour, La Contrada della Tartuca, Milano, 1991.

Note: Il primo Museo della Contrada fu realizzato nel 1948 in locali oggi destinati ad Archivio e a Sala della Deputazione.

Autore scheda: Contrada della Tartuca, Giordano Bruno Barbarulli

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